Chi sono

Blogger: meigavale
Nome: ASHANTI
...E venne il giorno in cui Vale scomparve. Con un enorme gesto d'amore decise di spogliarsi di tutti i suoi nomi, si cambiò i vestiti, depositò il sacco del "fu" ponendovi sopra una rosa bianca e si aprì al suo nuovo essere. Ashanti nacque in una calda notte d'estate su clinton street, a NY. Nacque in Ghana sotto la golden stool e poi ancora sulla piramide del sol a teotihuacan. Ashanti è un amaru, un quetzacoatl, un pipistrello, un'alchimista, una donna, la luna, un essere di luce, una goccia di pioggia, un soffio di vento, un fiore di loto, la perla dentro la conchiglia, il diamante sotto il carbone, il legno che arde nel rogo, la cenere e la fenice, la vita e la morte. Ashanti è Amore. L'Amore universale conosciuto come compassione. Ashanti è una ballerina sulle note della vita. Ashanti è un essere nuovo. Grazie a quello che è stato è quello che è oggi, ma il resto ormai non sarà più....... CHI ERO C'era una volta una bambina con grandi occhi verdi,guance rosse e paffute sulla pelle di porcellana e il naso spesso arricciato in una simpatica smorfia. In casa la chiamavano Valentina,mentre i bottegai del piccolo paese dicevano:"Ecco,arriva la massaina!" che presto tornava ad essere la "Titta" di suo fratello. Questo strano essere amava le sitcom più dei cartoni animati (Mago Pancione a parte!)e preferiva pentole e stoviglie balocco alle bambole. Passava intere giornate alla rete con la sua amichetta organizzando eventi per il circondario: recite,sfilate di moda con gli abiti cuciti dalle nonne e sketch da filmare con la vecchia telecamera di Sandro,di quelle con il videoregistratore attaccato alla cintura.. Conosceva a menadito le Fiabe Sonore,amava leggere libri di fantasia ed il suo personaggio preferito era quell'irriverente Pippi Calzelunghe. Non riusciva mai a stare ferma ed era felice soltanto su un palcoscenico o persa nell'acqua con il suo respiro. Ribelle ed utopista,lasciò casa per inseguire il suo sogno,pedalando veloce sotto i portici de "la rossa",sbattuta fra Roma e Milano,innamorata dei mari del sud e di culture lontane. Convinta di poter cambiare il mondo,credeva nell'Amore,nella Musica e nell'Amicizia,marchiata con un rivolo d'inchiostro sulla pelle prima di perdersi in Terra Caliente. Era ormai divenuta Valen per la famiglia Rastafari e Violentine per i coloni inglesi quando, per oltre un anno, qualcuno creò intorno a lei la leggenda de "Gli Spiriti Puri". Da quel momento in molti l'hanno vista apparire e poi diffondersi in un raggio di luce in giro per il mondo,sempre con il suo sorriso e la sua carica di vita; sempre con un sacco in spalla pieno soltanto di domande e risposte e ancora nuove domande. Mutevole, come un diamante che mostra sempre sfaccettature diverse, continua a cercare verità, attraversa l'inconscio per scoprire il suo vero nome e crede nei miracoli. Strega o fata, come preferite, sa che il mondo non si cambia ma le persone sì: quando riesce a dipingere il sorriso sul volto di una persona triste esplode in coriandoli, luci colorate, fiamme e scintille, pronta a volare all'altro capo della terra per una nuova missione. Se la incontrate, potete fermarla con un semplice "ciao". Per adesso risponde ancora al nome di "VALE"...

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mercoledì, 11 giugno 2008

El Templo Sagrado

Misol-ha

Non puoi entrare nel Tempio Sacro.

Hai percorso tanta strada sul sentiero di mattoni gialli

Ed ora che ci sei davanti…

 

La porta è aperta.

L’ho lasciata aperta affinché potessi affacciarti

E invece sei lì che cerchi di spiare dalla finestra

 

Ti sei arrampicato sull’albero della Vita che cresce in giardino

Hai fatto cadere fiori profumati, li hai calpestati

mentre cercavi di raggiungere il luogo proibito

Hai scostato lentamente la tenda di seta rosa

Per guardare all’interno,

Ma non sei riuscito a vedere niente

Se non la Luce.

 

Una luce bianca troppo forte abbaglia tutt’intorno

E tu non hai potuto scorgere attraverso,

Guardare oltre.

Non puoi vedere la fonte della Gioia

Perché non sei capace di riconoscere l’Amore

 

Non puoi entrare nel Tempio Sacro

Dove il Piccolo Principe riposa sereno

Aspettando di stendermi nuovamente sul giaciglio di rose

Al suo fianco.

 

Non puoi vederCi perché noi stiamo volando oltre,

Mentre tu continui a strisciare sul suolo del sintomo

Annusando l’aria come bestia affamata.

Resta alle tue cagne in calore che sporcano i muri della notte,

Dimentica la strada che porta al Tempio Sacro

Finché non sarai diventato sufficientemente piccolo

Da infilarti nel buco della serratura.

 

L’Amore è un’altra cosa.

 

postato da: meigavale alle ore 13:58 | link | commenti
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lunedì, 31 marzo 2008

See ya soon party

Succede che a volte succedono cose per cui potresti farti mille domande…

Perché? Perché così all’improvviso? Perché così naturalmente? Perché proprio ora? Perché così tardi?

Fondamentale in questi casi è non ascoltare le domande.

Succede e basta. Lascia che succeda. E goditelo, semplicemente per quel che è.

Mi sa che mi faccio troppe seghe mentali, pensi che dovrei lasciarmi più andare?

Penso che ci sono 15 persone intorno a noi che non sto cagando per ascoltare le tue seghe mentali. Per ascoltare il mio stomaco che mi racconta una verità che ho sempre coperto con un velo nero. Per ascoltare il riassunto di una vita che è stata come è stata ma che ora non è più. Ora è solo il qui in questo istante, è la tua bocca sulle mie spalle e le mie parole che escono da sole.

C’è chi la chiama energia, chi lo chiama feeling, chi spontaneità e chi stronzaggine.

Per lo meno ci hai provato a lasciarti andare. Un po’.

E poi naturalmente ti ho seguito e non c’è stato bisogno di emettere un suono e se il mio brother è testimone di questa scena…chi se ne frega!

Sono qui ora e questo è quello che c’è ora, che c’è sempre stato.

Quindi perché no?

Anche se è tardi, anche se sarà soltanto un attimo.

Perché no?

Sarà il ricordo di un attimo meraviglioso, un attimo lungo un anno e poi chissà quanto.

Bramo quel caffè e quella vista meravigliosa.

Se riesci a bloccare le seghe mentali, lasciati andare… Io ci sono, ancora per un po’.  

 

 

 

postato da: meigavale alle ore 07:42 | link | commenti (1)
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giovedì, 28 febbraio 2008

The man who appear..ed

I was very sad and I didn’t know what to do to help him. It’s a terrible impotence not knowing how to help.

 

Yesterday morning I had no way of knowing that I was just a step away from discovering an empire. Nothing I was doing however gave any hint that I was going t begin to exist.

 

Be a man, cry if you want to. Be brave enough to cry. Cry as much as you like. You have plenty of reasons for crying. Cry. And make believe that I don’t exist.

 

I had been a good poet. What have I doing with myself all this time? I went in. She asked me if I would like some coffee. I said

I only drink hard stuff.

I lied, and told him unfortunately I didn’t have any liquor in the house and I again urged some coffee on him. He looked at me seriously and said:

Don’t give me orders.

I’m not ordering you, I’m asking you to have some coffee.

It’s so beautiful that poem. Do you have any others?

I have another one, but I must bothering you. I’m sure you’re wishing I’d go away.

I don’t want you to live right now. I’ll tell you when the times come for you to live.

 

I asked myself. And there is no answer. There is no answer to anything. I went to bed. I had died.

 

You are a strange woman.

No, I’m not. I’m very simple. There is nothing complicated about me.

 

…fa sorridere quanto l’universo continuamente si prenda gioco di noi.

Mi trovo implicata in un nuovo spettacolo. Non so come né perché.

Leggo il testo quando sono già sulla scena. E sorrido fra le lacrime.

Il titolo, beh quello lo scoprirò ancora dopo.

postato da: meigavale alle ore 07:40 | link | commenti
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giovedì, 21 febbraio 2008

Full lunar eclipse

Luna piena. Eclissi di luna totale.

A casa mia si celebra l’ “Ash Ritual”. Me lo sono inventato poco tempo fa: come la fenice che rinasce dalle sue ceneri, come il serpente che cambia la sua pelle, voglio rinascere con la mia nuova pelle. Via tutto quello che non sento più mio, via tutto quello che sembra nascondermi ai miei stessi occhi. Scambiamoci i vestiti che non vogliamo più vedere nel nostro armadio, liberiamoci dal peso di collane e orecchini e anelli che ci legano a qualcosa che non ci appartiene più. Vendiamo libri che sono ormai già parte della nostra conoscenza che cresce di giorno in giorno con nuove letture.

Sarà perché è NY, sarà perché ho scelto le persone giuste, ma la serata è fantastica: mentre mi libero di tante vecchie toppe cucite insieme, mi rinnovo con oggetti che sembrano nati apposta per me. Troppo bello! E d’improvviso un messaggio da un collega speciale:

Guarda la luna RIGHT NOW.

Splendeva proprio sopra le nostre teste, appollaiate sulla scala antincendio riparandoci dal freddo con oggetti che vengono da altre vite e si mescolano senza senso…che meraviglia!

Fatemi chiamare il mio uomo, voglio condividere. Ma…compongo il numero e: Hey fratello, schizza fuori dal buco e guarda che roba!

Dall’altra parte degli States spero che anche tu stia guardando lo stesso spettacolo che riflette il mio volto su cui scivola un velo che nasconde, oscura un attimo per lasciarmi poi brillare più forte e splendente di prima.

Mentre metto fuori la mia acqua, come faccio sempre nelle notti di luna piena, mi rendo conto che quando domani la userò per svegliarmi, passandola sugli occhi, sarà un vero risveglio, saranno davvero nuovi occhi.

In Messico ho imparato che vedere il mondo con altri occhi è possibile.

Tutto sta in permetterselo.

Todo està en permitirselo. Mi disse una volta il Piccolo Principe. Que bueno que te lo permitas!

Llora, maravilla, llora. Estas son lagrimas sagradas.

E con quelle stesse lacrime, con quella stessa forza, sotto lo stesso cielo, stanotte esprimo un desiderio che questa Luna renderà realtà.

 

Lasciami mettere a posto l’ultimo pezzo del puzzle con l’immagine della mia nuova casa.   

Voglio tornare ad essere il sole che irradiava tutto intorno a sé, voglio tornare a ridere sguaiatamente, gridare di allegria, saltare sui tavoli, ballare per strada, essere senza preoccuparsi di esser giusta o sbagliata. Voglio essere riconosciuta e rispettata. Voglio poter ascoltare ancora e ancora una voce che mi dica:

Es un placer que me hayas permitido que te amara. Y que te ame.

Voglio essere accompagnata da persone che non hanno bisogno di tracciare un confine tutto intorno a loro che li rende isolati, separati, raggelati, per sentirsi sicuri. Voglio essere circondata da persone che non hanno paura di amare, non hanno paura di sentire il calore che li scioglie.

In amore non esistono limiti.

Si ama per amore dell’amore.

Il mio amore smisurato mi rende piena e spalanca le mie ali.

Se non hai paura di bruciartele, vieni con me incontro al sole. Altrimenti lasciami libera di volare alto.

Questo il mio desiderio.

 

 

Full moon. Total lunar eclipse.

In my house we are celebrating the “Ash Ritual”, that I just made up for me and my friends.

Like the Fenix arises from its own ashes, like the snake moulting, we need to revive with a new skin.

Disrobe ourselves of the old clothes; let's free ourselves from the old rings and chains that tie us down to something that is not there anymore; sell the books that talk to us about ideas that change from day to day.

Maybe just because here is NY, maybe because I invited the right persons, but the night is amazing! I renovate myself like a painter who adds a touch of colour to his canvas. So good!

Suddenly… a message from a special colleague:

Check out the moon RIGHT NOW!

It was shining above us roosted on the fire escape, so wonderful!

Let me call my man, I want to share. But: Hey brother, step out from the hole and lift up your nose!

I hope you are looking at the same spectacle from the other side of the States. That image is reflecting my face right now: there is a shadow passing by, dark and then I’ll be more shining and brilliant than ever.

Every full moon I put some water on the balcony to wash my face the day after. I know that tomorrow  I’ll be able to see a different world after using that same water on my eyes.

While in Mexico, I understood that it is easy to see the world in someone else's eyes . You just need to allow yourself.

Allow yourself – the Little Prince told me – it's so good that you are allowing yourself.

Cry, cry, meravigliosa, yours are holy tears.

With the same tears, with the same strength, under the same sky, tonight I’m expressing a desire that I know this Moon will fulfill.

Give me the last piece of the puzzle to complete the image of MY new house.

I want to return to be the sun shining all around, I want to return to crack up, to scream playfully, to jump on the tables and dance in the street. Being without worry if I’m right or not. I want to be appreciated and respected for what I am. I want to go back to be myself.

I want to hear those words again and again:

I’m honoured that you let me love you. To keep loving you.

I want to be surrounded by people whom don’t need to draw the line around them to be isolated, pulled apart, frozen in order to feel safe.

I want to be surrounded by people that are not afraid of loving, not afraid of feeling the warmth melting them.

There are no boundaries in Love.

We love for love sake only.

My immense love, fill me up and open wide my wings.

If you are not scared to get burned, lcome fly toward the Sun with me. If not, please let me fly high on my own.

That’s my wish.

postato da: meigavale alle ore 10:15 | link | commenti (1)
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martedì, 05 febbraio 2008

Abbandonare

Sant'Antonio viveva nel deserto quando un giovane lo avvicino'.

"Padre, ho venduto tutto quello che possedevo, e ho dato i profitti ai poveri. Ho tenuto solo poche cose che potrebbero aiutarmi a sopravvivere qui. Vorrei che tu mi mostrassi il cammino per la purificazione."

Sant'Antonio chiese che il giovane vendesse le poche cose che aveva tenuto, e - con i soldi - comprare della carne in citta' , e, una volta presa la strada del ritorno, legarla intorno al corpo.

Il giovane fece come gli era stato istruito.

Mentre stava tornando, fu attaccato dai cani e dai falconi che volevano la carne.

"Sono tornato," disse il giovane, mostrando al padre il suo corpo ferito e il suo vestito a brandelli.

 

"QUELLI CHE SI IMBATTONO IN UNA NUOVA DIREZIONE E VOGLIONO TENERE UN PO' DELLA VECCHIA VITA,  FINISCONO LACERATI DAL PROPRIO PASSATO", disse il santo .

 

 

postato da: meigavale alle ore 03:42 | link | commenti
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martedì, 15 gennaio 2008

L.A. Puntata 3

Ormai si sa: siamo i figli prigionieri del Brig.

E così, anche nella dannata california, mi tocca andare alle prove e sorbirmi il montaggio della gabbia.

Il teatro è carino, grande e colorato. Però è così lontano…

Mentre i led zeppelin ci accompagnano, guardo le immense strade che si snodano fra le montagne e immagino la mia povera stella che deve cavalcare la sua betty quasi un’ora per arrivare laggiù. Questa settimana è andata bene: abbiamo la macchina di servizio, con i suoi vetri oscurati, la pedalina che scende automaticamente quando apri lo sportello e un impianto stereo degno del City Hall. Eppure jup continua a ripetere che sente nostalgia per la metropolitana…bah.

Alla prima prova mi viene quasi da ridere. La seconda sono già più seria e all’ultima confesso:

mi dispiace dirvelo ma questo show fa cagare. Non potrà mai essere lontanamente simile a quello che avevamo creato a New York.

Tragedia: ho buttato benzina sul fuoco, ma dovevo essere sincera.

I nostri ragazzi erano già abbastanza delusi e soprattutto incazzati, a parte bradford, che se ne fotte altamente e continua a raccontarmi le sue magiche avventure hollywoodiane mentre mi porta a prendere un caffè.

Finite le prove non si vede l’ora di scappare via e tornare al nostro rifugio.

La musica, il vinello, un buon libro, weed. Tutto quello di cui abbiamo bisogno. A dire il vero ho guardato anche la televisione, io che ormai avevo dimenticato anche come si accende! Ma è stato bello perché, a parte football e basketball, ho ritrovato pezzi d’infanzia: vecchie sitcom che in tutta italia guardavamo in 3 e che invece hanno fatto l’adolescenza del mio uomo. E poi film, dvd, la copia piratata delle prove in sala di bob.

Vacanza. Finalmente reale vacanza.

Spesso ci dimentichiamo anche di mangiare, ma quando ci viene in mente è sempre una sorpresa: jeff ha una lista prestabilita di posti speciali da farmi conoscere. Inutile dire che ho mangiato il burrito più buono della mia vita e ora capisco quando la gente dice che il cibo messicano di NY fa cagare! La governante ribadisco che non capisce una mazza: esce con noi e si lamenta…ma vuoi mettere queste quesadillas con il suo pollo fritto su wafel e pancakes?! E le è andata bene che era una bella giornata e abbiamo mangiato fuori sulle panche di legno! La prima volta siamo stati a cactus, abbiamo preso i nostri piattini di carta e siamo andati a sgrufare in macchina ascoltando l’opera: questa sì era davvero una scena da film!

Locali?

Boh! Una sera siamo DOVUTI andare al compleanno di austen e allora ho visto questo fancy place con parcheggiatore e gente stupida tirata a lusso e musica trendy, ma dopo una birra ce la siamo data!

Negozi?

Ecco, di questi ne ho visti abbastanza perché ogni volta che andavamo a prendere sua mamma doveva comprare qualcosa da qualche parte, ma alla fine si rifaceva e mi portava nella libreria esoterica più figa del mondo o nel farmer market più grande del mondo. E poi abbiamo deciso di provare il brivido da soli e durante una camminata su hollywood boulevard, fra la scivolata su una stella e la foto ad un’altra, entravamo in questi thrift shop che sono il paese delle meraviglie: persa fra il giubbotto delle pink lady e le scarpette di dorothy, non sento nemmeno il mio amore che cerca di  chiamarmi dallo spogliatoio. Stessa scena nel negozio dei motociclisti. Quando entriamo nella rivendita da base militare ho l’occasione di farmi perdonare: mi piazzo davanti al camerino e lo aiuto a scegliere i pantaloni neri. Non lo vorrei dire ma sono identici a quelli che ha provato nell’altro negozio…per fortuna lo dice lui!

Ah, che bellezza!

Tornare a casetta tranquilli con jup che porta le borse della spesa, mette su bob dylan e l’incenso ayuverdico prima della mia doccia, porta in camera cioccolatini e calici mentre cucino. Si va a mangiare a letto e non ci si rimuove.

Sì, questo è più che un sogno.

Questa è la realtà che supera la fantasia.

Questo è il premio di chi crede e lotta.

Questa è la condizione che dovremmo vivere in ogni istante della nostra vita:

Felicità Pura.      

    

 

  

 

 

postato da: meigavale alle ore 03:04 | link | commenti
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giovedì, 10 gennaio 2008

L.A. puntata 2

Non nego che avrei proprio voglia di rivedere la mia amica lupa…

Così prendo la colazione che il mio amore mi ha portato in camera e me ne torno sul nostro amato balcone. Niente, la signorina manca l’appuntamento e oggi dovrò accontentarmi degli strepiti dei coyotes: ma dove diavolo sono finita?!

Posto strano questo. Mentre accompagnavamo mia cognata a fare shopping, ieri, ho scoperto che qui esistono addirittura negozi che fanno “corsi per usare la macchina da espresso”.

Ho scoperto che le scene di delirio davanti ai saldi dei grandi magazzini non sono un’invenzione cinematografica e rimanere sommersa da una marea di pacchi, borse e borsine che non entri più in macchina non è poi così difficile.

Ho scoperto che i messicani a L.A. sono davvero TUTTA la popolazione, anche se vai in un ristorante italiano di lusso.

Ho scoperto che gli americani non hanno la più pallida idea di come sia la vera mozzarella di bufala.

Ho scoperto che sbronzarsi con la sorella del tuo uomo è imbarazzante ma anche divertente, soprattutto quando comincia a parlarti della sua ex moglie per sfoggiare l’unica parola d’italiano che conosce: puttana.

Ridiamoci su. Che altro vuoi fare?!

Grazie a dio ad un certo punto capisce e mentre ti scende davanti a casa dice:

Vai, ora siete liberi! Ma domani non puoi perderti la mia cena natalizia: a guardarmi non ci crede nessuno, ma so anche cucinare!

Minchia, è vero. Tutto buonissimo: il tacchino, i maccheroni, il pasticcio di patate dolci, le verdure…non ci posso credere che sul poggialibro al centro della tavola regni il volume di ricette di Gaia de Laurentis: ma per piacere!! Ma cu ti sape! 

Mi ripiglio all’improvviso con uno scossone quando sento la figlia più piccola inveire con la sua vocina da scaricatore di porto contro suo zio: Come on! Non toccare il prosciutto con la mia forchetta: lo sai che sono vegetariana!

Ma se hai SETTE ANNI!!!!!

Di la verità, la mia famiglia sembra quella degli Ozborne, no?!

Bah, sinceramente mi ricorda di più i Robinson…e ora che ci penso...sono l’unica bianca in questa famiglia: vacca boia, anche la housekeeper pare arrivata direttamente dal Bronx!

Ma per lo meno sono già parte integrante della famiglia, forse pure troppo: non hanno mai visto una puntata, non sanno minimamente come sia fatta Starnuto, ma sono tutti pazzi per il mio eroe, impersonato dalla figlia numero 2 che ormai è soprannominata PANCIONI!

E infatti il mio Mago Pancione se ne sta lì tranquillo, a guardarci dalla mensola della televisione. Volato direttamente da Prato a Beverly Hills. Che flash.

Finalemnet arriva l’ora della sfida a Guitar Hero e sono quasi sollevata perché la mia presentazione al padrone di casa non prometteva nulla di buono:

Forest, questa è Ashanti. Pratica Reiki ed è una sciamana.

Il povero, in mutande, mi porge la mano mentre io mi strappo i capelli per la vergogna.

Amore, andiamo a casa?

Si, si. Andiamo a riposarci un po’.

Meno male. Usciamo dalla porta a vetri del cortile che si illumina automaticamente al primo passo; scansiamo i cani, saliamo per le scalette buie del giardino e intanto sento uno strano odore…davanti alla porta mi domando: ma c’è qualcuno in casa? Chi è che sta fumando?!

Ma no, saranno sotto da qualche parte. Hey non dimenticare che sei a Los Angeles: qui c’è l’erba più buona del mondo!

Evvai, stasera si fa festa!!

postato da: meigavale alle ore 06:54 | link | commenti
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mercoledì, 09 gennaio 2008

L.A. puntata 1

Los Angeles,

una delle città più popolate degli States.

Sarà che non ci interessava molto uscire dalla nostra torre d’avorio, ma io tutto questo affollamento di gente proprio non l’ho visto…a parte quando la casa di mia cognata era invasa da estetiste, parrucchiere e sarti che preparavano la famiglia per le vacanze alle Bahamas…

Los angeles,

clima mediterraneo con temperature primaverili anche in inverno.

Il cazzo: ho passato un freddo ladro. Per la prima volta nella storia, gennaio è più caldo a NY che in California!

Los Angeles e la famosa spiaggia…

Ci siete stati voi? Io no davvero!

A Los Angeles

Non puoi perderti un tour agli Universal Studios…

A me è bastata una breve passeggiatina in questo immenso Luna Park per essere satura di luci e colori. Ho comprato il regalo che mio fratello mi aveva richiesto e sono scappata via!

Los Angeles,

Famosa per gli avvistamenti vip.

Vi metterete a ridere ma l’avvistamento più strano che ho avuto è stato quello di un lupo!

Ebbene si, primo risveglio nella città degli angeli: il sole splende nel cielo di un colore indefinibile (Bello, faccio io. Si, colpa dell’inquinamento, mi rispondono. Ops!), gli alberi tutto intorno al nostro rifugio mi ricordano che la natura esiste ancora, il silenzio regna sovrano…niente di meglio che sorseggiare un the sul balcone in santa pace. E invece jeff esce prima di me e comincia a bestemmiare.

Questo maledetto lupo è di nuovo qui!

I vicini, infatti, non solo hanno avuto la brillante idea di prendersi due bei lupi di bosco al posto dei classici cani da guardia, ma li lasciano anche liberi di scorrazzare tutto intorno.

Oh, allora questo è il famoso lupo che ha azzannato tua sorella poche settimane fa!

Folle, lo so, ma questa lupacchiotta era davvero meravigliosa. Bella incazzata all’inizio, dopo un po’ si è calmata, si è seduta in terrazza insieme a noi ed ha continuato a guardarci.

Che spettacolo!

I vip poi io ce li avevo in casa…

Una delle missioni che mi erano state assegnate prima della partenza era scoprire il nascondiglio segreto dell’Oscar e poi…tralasciamo la seconda parte che è davvero eccessiva.

Niente di più facile. Appena aperta la porta che dalla stanza dei giochi porta alla sala, sulle scale davanti a me sfilano tutti i premi possibili e immaginabili. Al centro, con no chalance, svetta la statuetta dorata. Non nego però che vederla in televisione fa tutt’altro effetto.

Ma tantè. Missione compiuta direi.

Adesso possiamo andare a scoprire i dintorni.

Così ci incamminiamo giù per la collina fino al parco: idioti! Nessuno si muove a piedi a Los Angeles! La gente in macchina o nei giardini ci guardava allibita, i cani ci si scagliavano contro come fossimo i ladri del dopopranzo, mia cognata si è limitata ad uno sguardo di disprezzo come quello che si riserva ai barboni di strada. Che nella cittadina superfashion un po’ barboni sembravamo…jup con la sua camicia a quadri e stivali texani, io con la mia felpetta arancione e nemmeno un paio di occhiali da sole: che scandalo!

Certo, se lo sapesse la mia amica Thea mi prenderebbe a schiaffi: ha passato 4 ore a mettere sotto sopra il mio armadio per crearmi il giusto look da “Signora Nash” e invece, appena se n’è andata, io ho riaperto la valigia e cambiato tutti i suoi abbinamenti, povera!

Ma dico: 5 paia di scarpe (praticamente tutte quelle che ho), 4 vestiti da gran sera, 7 top 

“timostrotuttoquellochemadrenaturamiharegalato”, 3 giacche eleganti…ma non dovevo stare via solo 8 giorni?! L’unica cosa su cui non l’ho contraddetta è stata la mia lingerie victoria’s secret: in luna di miele è importante sentirsi a proprio agio nel tragitto letto-bagno/bagno-letto. Soprattutto quando i bagni in casa sono 4 e puoi trasformare una pisciatina in un giro turistico nel museo del barrio!

los angeles

L’arredamento e le decorazioni etniche di questo posto mi mandano nei matti: scatto foto come fossi al Moma e quando jup mi perde sa che sono nascosta nella libreria di forest, a copiare brani e citazioni dai suoi preziosi volumi che parlano di santeria, candomblè, yoga, mudra, reiki, alchimia, rituali magici e filosofie orientali.

Normale che non voglia più andarmene da questo regno incantato no?! Sono a casa!!

 

 

postato da: meigavale alle ore 08:05 | link | commenti
categorie: los angeles, carte
giovedì, 15 novembre 2007

Leavin

Una giacca di pelle e la spilla della bandiera italiana

Un fodero vuoto e il coltello che giace nel mio scrigno

Foto che mi guardano da tutte le pareti

Lenzuola che custodiscono il tuo odore

E il rombo di un motore aereo che non vuole portarti via

 

I love you baby.

I’ll miss you so much…

I don’t wanna live…

If you have to go, go

 

La città sarà vuota, la strada silenziosa

La casa è già triste, il teatro già freddo

Dovrò reinventare le mie giornate da capo

Dovrò inventare un nuovo nome da chiamare ogni momento

 

People think is easy to keep going and let it go

But it’s not easy…

When do you know that is over?

When do you feel that you are finally at home?

 

Siamo già a casa, angelo mio

Me l’hai insegnato tu cosa significa “casa”,

questo seme azzurro che brilla dentro di noi

che ci tiene uniti ovunque saremo

perché ormai siamo Uno

Ora e sempre, ovunque

 

Come home soon

I’ll be waiting for you

One day, one day we’ll have our farm near the sea

It’s almost time.

 

Per adesso continuiamo a camminare…

 

 

postato da: meigavale alle ore 10:13 | link | commenti (5)
categorie:
sabato, 03 novembre 2007

Thanksgiving

Ora realizzo.

Soltanto adesso mi rendo conto che è vero.

Tre parole e tutto prende forma.

I’ll be gone pissi…

Thanksgiving senza mio marito…

Per cosa ringraziare dunque?

 

Ringrazierò per aver incontrato l’amore, l’amante, il compagno, il maestro, la guida

Ringrazierò per averlo riconosciuto fra tanti

Ringrazierò perché anche tu mi hai riconosciuta

Ringrazierò per aver condiviso alcuni dei momenti più belli della mia vita, i più profondi

Ringrazierò perché mi hai permesso di condividerli con te

Ringrazierò per ogni notte che mi sono addormentata fra le tue braccia

Ringrazierò per ogni mattina che mi sono svegliata al tuo fianco

Ringrazierò per tutte le volte che sono morta dentro di te e rinata migliore

Ringrazierò per ogni nota uscita dalla tua chitarra

Ringrazierò per ogni poesia che porta il mio nome

Ringrazierò per essere stata capace di accettare, di capire

Ringrazierò per essere stata tanto forte da spingerti a portare avanti il tuo cammino

Ringrazierò perché hai accettato la mia spinta

Ringrazierò per la consapevolezza che lo stai facendo per Noi

Ringrazierò per ogni singolo istante che ho saputo vivere come un dono prezioso

 

Piangerò

Anche se ho promesso di non farlo

Perché quando non ci riesco dici che è bellissimo

Perché una volta ho imparato che le lacrime sono sacre

Perché ogni lacrima è un goccia di pioggia

Che cade in un ruscello

Che cresce come un fiume

Che arriva al mare

E in quel momento la piccola lacrima si trasforma nell’oceano stesso

E nell’immensa acqua, nella natura, nell’infinito

Saremo di nuovo insieme

Da sempre e per sempre

E in quel preciso istante

Il tempo non esisterà più.

postato da: meigavale alle ore 03:13 | link | commenti
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